ALESIGILOGO

Cyberstalking e Cyberbullismo :le molestie legate alla tecnologia

cyber_stalking_400qNella legislazione italiana è stato introdotto il reato di Stalking e il decreto legge del governo è diventato operativo il 25 febbraio.( 612bis del codice penale.).La parola stalking è una parola inglese e deriva dal linguaggio tecnico-gergale della caccia e letteralmente significa "fare la posta". In termini psicologici, lo stalking è un complesso fenomeno relazionale che viene indicato anche come "sindrome del molestatore assillante". si intende un insieme di comportamenti, ad esempio molestie, minacce, pedinamenti, telefonate oscene o indesiderate, che una persona compie in modo persistente nei confronti della propria vittima. . I Criminologi conoscono oramai da tempo questo fenomeno, infatti già nel ‘900 lo psichiatra “de Clérambault” aveva descritto una tipologia di soggetti con disturbi mentali che assediavano le loro prede con finalità sessuali, incuranti del loro diniego, in un quadro di vero e proprio delirio di passione erotica e di gelosia. La persecuzione avviene solitamente mediante reiterati tentativi di comunicazione verbale e scritta, appostamenti ed intrusioni nella vita privata. Lo stalker può essere un estraneo, ma il più delle volte è un conoscente, un collega, o un ex-partner, che agisce spinto dal desiderio di recuperare il precedente rapporto o per vendicarsi di qualche torto subito.In altri casi ci si trova davanti a persone con problemi di interazione sociale, che agiscono in questo modo con l'intento di stabilire una relazione sentimentale, imponendo la propria presenza ed insistendo anche nei casi in cui si sia ricevuta una chiara risposta negativa.Meno frequente il caso di individui affetti da disturbi mentali, per i quali l'atteggiamento persecutorio ha origine dalla convinzione di avere una relazione con l'altra persona. Alcuni comportamenti come telefonate, sms, e-mail, “visite a sorpresa” e perfino l’invio di fiori o regali, possono essere graditi segni di affetto che, tuttavia a volte, possono trasformarsi in vere e proprie forme di persecuzione in grado di limitare la libertà di una persona e di violare la sua privacy, giungendo perfino a spaventare chi ne è destinatario suo malgrado.
A diventare “molestatore assillante” o “stalker” può essere una persona conosciuta con cui si aveva qualche tipo di relazione o perfino uno sconosciuto con cui ci si è scontrati anche solo per caso, magari per motivi di lavoro.Questo tipo di reato si sviluppa ultimamente,nella nostra era digitale, anche attraverso la tecnologia e viene denominato “cyberstalking”:molestia virtuale" alludendo,  al fatto che la molestia compiuta nel così detto "mondo virtuale" dell’informatica o della telematica in realtà sia produttiva di effetti del tutto reali e gravi e per nulla virtuali. Le molestie commesse con il mezzo del computer o attraverso internet spesso sono più gravi e lesive per la vittima che quelle "tradizionali". Tuttavia c’è la percezione che la società civile ha di questa fattispecie è confusa e purtroppo condizionata dalla scarsa conoscenza delle più o meno nuove tecnologie. Internet è una sorta di "mondo parallelo" con case, strade, luoghi di incontro, negozi, studi professionali: un mondo dove però è assai più facile mascherare e manipolare la realtà.I molestatori che impersonificano la vittima su chat room, bacheche elettroniche, forum di discussione, ed e-mail.  o siti erotici diffondendone il numero di telefono o l’indirizzo di casa (con le gravissime conseguenze che sono immaginabili), oppure violare la sfera di intimità del soggetto passivo, attraverso l’intrusione nel sistema informatico altrui. A questo proposito è bene ricordare che la navigazione in Internet è sempre un rischio (esistono numerosi strumenti informatici "malevoli" a disposizione sulla Rete, anche di facile utilizzo, ed i soggetti che si divertono ad utilizzarli sono più numerosi di quanto si possa pensare) tanto più che un numero sempre maggiore di persone utilizza il personal computer come una sorta di "domicilio virtuale" dove inserire dati personali, foto, video, documenti attinenti a passatempi, affetti, famiglia, ma anche cartelle lavorative e professionali. Poichè un computer connesso ad Internet qualora non sia adeguatamente protetto è facile preda di intrusioni esterne non è difficile immaginare quali possano essere le conseguenze di una molestia praticata mediante la violazione del sistema informatico del soggetto passivo: è come se il molestatore avesse le chiavi di casa della propria vittima.Il problema nei giovani sfocia nel Cyberbullismo;che identificano le azioni aggressive ed intenzionali, eseguite, attraverso strumenti   elettronici  come sms, mms, immagini, foto o video clips, chiamate telefoniche, e-mail, chat rooms, istant  messaging,   siti web, offensivi e molesti;da una persona singola o da un gruppo, che mirano deliberatamente a far  male o a danneggiare un coetaneo che non può  facilmente difendersi e che si ripetono nel tempo, protraendosi per settimane, mesi o talvolta anni.Trattandosi di fenomeni il bullismo elettronico vada considerato semplicemente una forma nuova di un vecchio fenomeno Alcune caratteristiche del bullismo elettronico, legate anche ai mezzi di comunicazione usati, sembrano estendere e diversificare la sfera di azione del bullismo, contribuendo a modificarne alcuni aspetti. Il bullismo elettronico permette un maggiore anonimato del bullismo diretto o di quello indiretto di tipo sociale, anonimato che può far diminuire il senso di responsabilità da parte di chi agisce, permettendo l'azione prevaricante anche da parte di soggetti che nella conflittualità sociale diretta non troverebbero la forza di agire. Il bullismo elettronico inoltre, con il ruolo rivestito dall'immagine, risente più del bullismo "tradizionale" dell'influenza dei media e delle modalità e contenuti da questi trasmessi. Non va poi dimenticato, in termini operativi, che il bullismo elettronico può essere maggiormente nascosto al mondo degli adulti, a causa di una generale maggiore competenza informatica e tecnologica dei ragazzi rispetto ai genitori o agli adulti in genere ed alla scarsa possibilità di controllare le comunicazioni inviate tramite internet o tramite cellulare.